VILLE PALLADIANE

Il genio dell'architettura e i suoi seguaci. 

La civiltà della Villa è uno dei marchi di questa regione ricca di storia e cultura. Andrea Palladio fu senza dubbio colui che diede vita agli ideali dei nobili vicentini e veneziani progettando ben 24 ville, oggi Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

La sua architettura è stata protagonista di una vera e propria rivoluzione architettonica che ha cambiato il volto dell'Europa andando ad influenza l'architettura d'oltreoceano.

Visitare queste ville significa comprendere appieno quali erano gli ambienti e gli stili di vita dei proprietari, le loro aspirazioni e allo stesso tempo si potrà conoscere meglio questo celebre architetto capendone fino in fondo la portata

 

Villa Foscari la Malcontenta.

 Magnifica residenza  costruita da Andrea Palladio alla fine degli anni '50 per i fratelli Foscari, sorge sul naviglio del Brenta, vicino a Venenzia. L'architettura e l'uso di materiali riassume tutte le caratterische del Palladio, mentre gli affeschi interni di G. Zelotti e Battista Franco, ancora ben conservati, ci riportano alla cultura dell'epoca, nella sala di Bacco e dell'Aurora , nel  salone centrale con immagini tratte dal poema di Ovidio.





 

 

Villa Cornaro.

Progettata dal palladio per una delle più importanti famiglie dlla nobiltà veneziana, fu completata  nel 1588 dallo Scamozzi. Al centro del progetto si pone una costruzione che viene spontaneo definire 'residenza di campagna' più che 'villa'. La monumentalità ricorda infatti quella di una dimora urbana .  Gli interni presentano pregevoli affreschi del '700 realizzati da Mattia Bortoloni al primo piano e statue in stucco di Camillo Mariani raffiguranti personaggi della famiglia Cornaro.



                                               

 Villa La Rotonda.

Icona universale delle ville di Palladio. Non certo villa-fattoria, la Rotonda è piuttosto una villa-tempio, un'astrazione, lo specchio di un ordine e di un'armonia superiori. Fu costruita nel 1566 per il canonico Paolo Almerico. La decorazione dell'edificio è sontuosa, con interventi di Lorenzo Rubini e Giambattista Albanese (statue), Agostino Rubini, Ottavio Ridolfi, Bascapè, Fontana e forse Alessandro Vittoria (decorazione plastica di soffitti e camini), Anselmo Canera, Bernardino India, Alessandro Maganza e più tardi Ludovico Dorigny (apparati pittorici).







Villa Molin.

Fu realizzata nel 1597 da Vincenzo Scamozzi per l'ambasciatore veneziano Nicolò Molin. Il piano nobile è completamente decorato con affreschi secenteschi. Uno di pregi di questa dimora di campagna è il bellissimo giardino all'italiana segnato da piccole siepi in bosso e ornato da statue settecentesche,

 

 

 




Villa Emo 

Palladio costruisce la villa per Leonardo Emo, nobile veneziano, nel 1558. Villa Emo rappresenta un punto d'arrivo nella definizione dello schema architettonico della villa. La facciata  è di maestosa semplicità, con una loggia tetrastila d'ordine dorico sovrastata da un timpano triangolare con lo stemma familiare.
La linearità dell'architettura trova contrappasso all'interno grazie alla decorazione pittorica di Giovanni Battista Zelotti che anima gli ambienti con uno straordinario mondo di personaggi e scorci.
                                          
                                                                   





 
Villa Barbaro

La Villa fu costruita da Andrea Palladio intorno al 1560 per Daniele Barbaro, Patriarca di Aquileia, e suo fratello Marcantonio Ambasciatore della Repubblica di Venezia. Può essere considerata il tempio del Veronese che decorò la villa facendone uno dei suoi capolavori. Ad Alessandro Vittoria spetta la decorazione a  stucco